«La nuova bocciatura dell’Italia non viene a caso, viene per l’azione del governo».

Roberto Maroni intervistato da Daria Bignardi a Le invasione barbariche.

Solo il «forte impegno del governo italiano sui conti pubblici e sulle riforme ha evitato un taglio più severo del rating».

Comunicato di Fitch.

Ansa

Jan 242012
 

Serve subito l’intervento delle forze dell’ordine. È evidente che  – così come deve essere garantita la libertà di manifestare e di rappresentare il proprio disappunto – altrettanto deve essere garantita, con i metodi che sono previsti, la libertà di coloro che vogliono circolare. Il blocco stradale non è consentito, è un reato.

Paolo Uggè, presidente Conftrasporto e vice presidente Confcommercio intervistato da Radio24. Uggè è stato l’anima e l’organizzatore della penultima rivolta dei tir.

Ansa

 

Sabato scorso in South Carolina Newt Gingrich ha tirato due schiaffoni al povero (attenzione, ironia al lavoro) Mitt Romney che ora spera nei suoi soldi e nella meno conservatrice Florida per rimettersi in piedi. Il fatto è che Romney non piace affatto alla base repubblicana, ma è l’unico – ora che Jon Huntsman si è sfilato – del wild bunch dei candidati repubblicani alla nomination che potrebbe battere Barack Obama a novembre. E per questo – grazie ai suoi soldi e a quelli dei suoi amici – molto probilmente sarà il candidato dei repubblicani a novembre. Come spiega bene Edward Luce sulFinancial Times.

Mr Romney is still the most likely nominee. This has very little to do with his campaign, which has been consistently uninspiring and reactive. It has everything to do with the fact that any of the other three candidates, Newt Gingrich included, would be disastrous against President Barack Obama. And it is probably too late for someone else to enter the race.

Sempre, naturalmente, che i suoi soldi, la sua spocchia da King of Bain e il fatto di essere mormone non convincano gli attivisti repubblicani che – pur essendo eleggibile – per loro Romney è semplicemente invotabile.

Financial Times

 

Ieri è morto Joe Paterno, il coach della Penn State, una specie di leggenda del football universitario USA. Paterno era andato in pensione l’anno scorso dopo che uno scandalo pedofilo aveva travolto uno dei suoi aiuti. Il fatto interessante è che una falsa notizia del suo decesso è  annunciata  circa 12 ore prima  che Paterno morisse veramente. E che molte testate USA  - come l’Huffington Post (e vabbè), BreakingNews (che ora è di MSNBC) e addirittura la CBS Sport - l’hanno presa per buona. Il New York Times, oggi,  racconta la cosa.

The specific problems on Saturday night stemmed from flaws in sourcing. Rumors swirled earlier in the day about Mr. Paterno’s health, prompting the family to confirm that his condition was serious. The editors of an independent student publication at Pennsylvania State University, Onward State, were aware of those rumors when two writers independently heard about an e-mail that had ostensibly been sent to Penn State athletes about Mr. Paterno’s death, the publication said in an analysis on Sunday. The e-mail was a hoax, but the editors did not know that. Neither writer had seen it, and one of the two “had not been honest in his information,” according to the analysis. But a Twitter message was sent and an article was written by Onward State on Saturday evening saying that the coach had died, leading national news organizations like CBSSports.com to follow suit. Links to the reports were shared online by hundreds of journalists, athletes and others; most linked to CBS. Within an hour, a spokesman for the Paterno family denied the reports — and soon thereafter two of Mr. Paterno’s sons even used Twitter to deny them personally.

La morale la tira Lou Ferrara, il managing editor della AP per lo Sport, gli spettacoli e il multimedia:

“It reminds me of the early days of the Net, when people thought the digital revolution would result in a lowering of journalistic standards. Such lowering only happens if we allow it to.”

New York Times


 

Diciannove  paesi europei su 21 hanno le tariffe notarili obbligatorie e la ragione è che una pubblica funzione non può essere oggetto di transazione esasperata: un orientamento per i clienti è necessario.

Dichiarazione di Giancarlo Laurini, presidente del Consiglio nazionale del notariato, al Mattino di oggi. Chissà come sono contenti quei gran signoroni dei clienti del fatto che si eviti il più possibile di parlare dei (loro) soldi.

Ansa

ps. il titolo è farina del sacco di Susanna Camusso della Cgil notai

 

Una moneta popolare, il blocco dei prodotti agricoli provenienti dalla Cina e dai Paesi esteri; costo dell’energia elettrica a 0,030 euro; prezzo del gasolio e della benzina a 0,70 euro; attuazione dello Statuto siciliano; rimodulazione del programmo per lo sviluppo regionale (Psr).

Ecco alcune delle richieste del movimente “dei forconi” a Mario Monti. C’è da dire che sono realisti: per esempio la manna e “più pilu per tutti” sono rimasti fuori dalla piattaforma rivendicativa.

Ansa

Jan 202012
 

 «La cura non ha dato alcun frutto: ci aspettiamo di essere richiamati».

Silvio Berlusconi ai giornalisti al termine dell’udienza del processo Mills.

Ansa

 

«Lo dico io che sono insospettabile: sarebbe sbagliato consentire ai taxi di abbandonare le proprie città. Rischiamo di avere comuni senza taxi e comuni con troppi taxi».

Tweet di Walter Veltroni.

Ansa

 

Ieri ci sono state un po’ di discussioni in rete sull’efficacia della scelta di Google di non “oscurare” l’homepage (come ha fatto Wikipedia). Però, a giudicare dai risultati – cioè dalle  firme apposte alla petizione contro SOPA e PIPA (circa 4,5 milioni) – direi che scelta di Mountain View è stata decisamente efficace. Non come le punchlines di Jon Stewart, comunque:

It’s like a plan “to prevent teen pregnancy that includes filling penises with cement. Your penis is still there, it’s just nobody can get at it.”

Company Town (Los Angeles Times), Comedy Central via TPM

Jan 172012
 

Mitt Romney – il Ceo che vorrebbe farsi presidente – ha riconosciuto che paga circa il 15% di tasse sul reddito. Meno di una delle colf delle sue tante case.

New York Times