Per ora la difesa di Herman Cain – bloccato nella sua ascesa a “serio sfidante” nella corsa alla nomination repubblicana da una brutta storia di presunte molestie sessuali - è quella di ricordare il caso di Clarence Thomas, il giudice conservatore della Corte suprema che ebbe problemi per una storia simile, e ricordare a tutti che lo stanno linciando perché lui è grande, conservatore e nero. Secondo Ed Kilgore è una strategia che può funzionare. Io penso di no. Anche perché, purtroppo per Cain, i suoi potenziali elettori hanno tutti i pregiudizi possibili sui neri, anche se non li confessano perché non fa fine in società. Denunciare di essere vittima di un pregiudizio contro i neri non è esattamente la miglior strategia quando la platea che deve applaudirti ha in soffitta le tuniche del KKK del bisnonno. In più quelli che ti vogliono male – e che sono del tuo stesso partito – lo sanno benissimo. Intanto si è scoperto che una delle due donne fu pagata con l’equivalente di un anno di salario per lasciare il posto e non imbarazzare Cain. E che la seconda ora vorrebbe parlare e chiede di essere liberata dall’accordo che la vincola al silenzio.
Slate, The New Republic, New York Times, Los Angeles Times
pienamente d’accordo, a parte l’accenno al fatto che “non li confessano perché non fa fine in società”: dipende di quali stati si parla. in alabama o tennessee o louisiana o dintorni li confessano eccome – ancora nel 2011. un problema in piú per cain, evidentemente.