E così Mitt (o Mittens come qualcuno pensa che si chiami) Romney ha vinto i caucus dell’Iowa per solo otto voti rispetto all’outsider Rick Santorum (secondo Jon Stewart: “Il cioccolatino con dentro l’immondo ripieno di ciliegia”). Un risultato abbastanza imprevedibile (anche se il solito geniale Nate Silver c’era andato vicino) che, però, dice una cosa prevedibile e prevista. Romney è il candidato inevitabile, come nota Jon Stewart: “È il cioccolatino senza cose strane dentro”, ma è anche un candidato poco amato e che avrà seri problemi in alcuni stati importanti del Midwest quest’autunno. O per dirla con James Carville, strategist democratico, è
”like they are trying to give a dog a pill and he keeps spitting it out”. Mr Carville said the GOP would have to “eat the pill eventually,” as Mr Romney was likely to win the nomination, but without an enthusiastic party backing him.
In sintesi: la quasi inevitabile nomination di Romney, nonostante il fatto che piaccia agli indipendenti, sarà una delle poche armi nelle mani di Barack Obama quest’autunno. Soprattutto se Ron Paul, l’altro cioccolatino con ripieno improbabile dentro, deciderà di correre come candidato dei libertarian. Con un GOP galvanizzato, infatti, e non indebilito dalle defezioni dei libertarian, il presidente democratico avrebbe molti più problemi, almeno negli stati chiave.
The Daily Show, The Washington Examiner, New York Times, FiveThirtyEight, Financial Times