Oggi in prima pagina su Repubblica c’è un commento di Giorgio Agamben su ἐλπίς (elpis, speranza), πίστις (pistis, fede) e crisi economica. Un commento tutto basato sul fatto che πίστις ha lo stesso alveo semantico che in greco moderno ora ha la parola “credito”. Il che fa capire che se – per paradosso – l’alveo semantico di πίστις fosse coinciso con quello della parola “pistacchio”, allora Agamben avrebbe suggerito che metà dei mali del mondo derivano dai contadini di Bronte e naturalmente dagli iraniani (versione neocon). Poi c’è il solito articolo di Maurizio Ferraris sui telefonini. Mancava solo un corsivo di Gianni Vattimo su Heidegger, ἀλήθεια – come a-latenza, verità, disvelamento – e le (non)mutande di Belen. Ma non si può avere tutto.
paferrobyday