WikiLeaks oggi comincia la pubblicazione dei file – più di 5 milioni di email – “prelevati”, molto probabilmente da Anonymous, dai server della Statfor, una compagnia texana che si occupa di “global intelligence”. In Italia i file vengono pubblicati dal gruppo Espresso/Repubblica, ma quello che mi interessa notare – a prescindere dal contenuto delle rivelazioni – è il fatto che il sito di Assange ha ripreso l’attività, ma che questa volta i “partner” media – cioè le testate giornalistiche che hanno avuto accesso al materiale prima di tutti – sono molto diversi: per dire, l’unico gruppo statunitense grosso è la catena di testate locali McClatchy. New York Times e Guardian sono fuori. E infatti ilNYT, per dare la notizia, pubblica una AP. Un po’ come il Corriere che usava l’Ansa per dare le notizie sui rapporti tra P2 e giornalisti.
New York Times, l’Espresso, WikiLeaks