A Emiliano (Michele Emiliano, sindaco di Bari ndr) non viene contestato di aver ricevuto “vantaggi” dal rapporto con i De Gennaro. Ma nelle carte ci sono una serie di vicende che testimoniano qualcosa di più di un semplice rapporto. A Natale al sindaco, così come ad altri politici (il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna per esempio) vengono inviati “champagne, vino e formaggi, quattro spigoloni, venti scampi, ostriche imperiali, cinquanta noci bianche, cinquanta cozze pelose, due chili di allievi locali di Molfetta e otto astici”. Il sindaco ringrazia ma si lamenta che non ha il ghiaccio per conservarli e allora Vito Degennaro provvede subito a inviarglielo (“le formette, mi raccomando, subito”).
Oggi su Repubblica c’è un articolo che ricostruisce i rapporti tra il sindaco di Bari Michele Emiliano e il gruppo Dec, un’azienda edile. Messi da parte i rilievi penali – che del resto non sembrano esserci, a parte la violazione della massima che se sei un politico è meglio non accettare il pesce regalato perché puzza anche se freschissimo – io chiedo all’Italia intera – una volta supposto che per “spigoloni” s’intenda “grosse spigole” e per “noci bianche” qualche sorta di prelibatissimo mollusco bivalve – che cavolo sono “gli allievi locali di Molfetta”? Tendo a escludere che si tratti di teneri virgulti in età scolare perché altrimenti Emiliano sarebbe stato indagato per cannibalismo.
Repubblica