Il movimento del Tea Party è stato la novità delle elezioni di midterm, ma forse non giocherà lo stesso ruolo nelle presidenziali. Infatti, anche se più o meno il numero delle persone che vede il movimento come positivo è rimasto invariato (circa il 40%), cala molto l’entusiasmo e la voglia di conoscere le idee del Tea partyAlmeno secondo questo sondaggio Washington Post/ABC.

The new poll finds fewer Americans interested in learning more about the tea party than said so in 2010, and increasing numbers say that the more they hear about the movement, the less they like it. Six in 10 Americans now say they’re not interested in learning more about the tea party, and half say they like it less the more they hear about it, both up from two years ago.  Women in particular have lost curiosity and become more negative about the movement. In 2010, just under half of men and women alike said they were interested in learning about the tea party. Men are similarly inclined now, but the percentage of women who say they’d like to hear more has dropped significantly.

Washington Post

«Che idea si è fatto lei dell’attività che svolgeva Daccò, posto che ci ha detto che ha ricevuto diversi milioni di euro da ospedali e case di cura, che tali pagamenti sono supportati da documentazione falsa, che gli importi sono spropositati rispetto all’oggetto delle prestazioni peraltro inesistenti e che Daccò non risulta avere alcuna competenza specifica nel settore sanitario?», chiedono i pm.

Grenci [Giancarlo Grenci, il fiduciario svizzero di Pierangelo Daccò, che lo ha inguaiato con un interrogatorio fiume il 14 dicembre dell'anno scorso, ndr] risponde riferendo ciò che lo stesso Daccò gli ha detto: «Svolgeva un’attività di consulenza nel senso che risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti per i quali lavorava facevano fatica ad ottenere dalla Regione Lombardia. Tale attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che lo stesso Daccò aveva all’interno della Regione».

Immagino che  il pagamento di biglietti aerei per Roberto Formigoni, suo fratello Carlo, una sua parente  e il suo collaboratore Alberto Perego sia classificabile sotto la voce “attività di relazione”.

Corriere della Sera