Comunque c’è qualcosa di psicologicamente curioso in una città di meno di duecentomila abitanti che prima vuole la metropolitana, sogna uno sviluppo urbanistico da megalopoli, si esalta per un primo cittadino che va alle prima del Regio con Sara Tommasi e poi si entusiasma per un sindaco che predica la “decrescita felice”, propone come consulenti economisti che vorrebbero ritornare alla lira e non fa brindisi in pubblico per la vittoria. Purtroppo non ci sono soluzioni farmacologiche. A parte quella di sciogliere sali di litio nell’acquedotto.
paferrobyday