«La nuova bocciatura dell’Italia non viene a caso, viene per l’azione del governo».

Roberto Maroni intervistato da Daria Bignardi a Le invasione barbariche.

Solo il «forte impegno del governo italiano sui conti pubblici e sulle riforme ha evitato un taglio più severo del rating».

Comunicato di Fitch.

Ansa

 

La cosa divertente della lunga lettera scritta a Reset da Giorgio Napolitano è il suo  aggrapparsi a modelli che erano già vecchi nel secolo breve. Ritrovarsi nella lezione liberale di Luigi Einaudi – considerando l’epoca dei partiti di massa e del suffragio universale  una breve parentesi storica – fa abbastanza impressione.

Seguendo la teoria economica delineata dal presidente, poi, anche la timida politica industriale delineata da Romano Prodi sembra un esempio da manuale di pericoloso comunismo.

Sembra quasi che, con l’avanzare degli anni, Napolitano sia rimasto in quota Amendola, passando però da Giorgio a Giovanni. E tutto in nome del riformismo. Ora mi aspetto un’apologia della noblesse de robe per il discorso di fine anno, in modo da superare anche quell’inganno chiamato democrazia.

Reset, paferrobyday

ps. Una cosa di Einaudi manca, però, a Napolitano. La concisione stilistica. La lettera dell’attuale presidente equivale più o meno all’intera produzione  intellettuale del vecchio presidente. E, naturalmente, Napolitano non possiede una tenuta nelle terre del Barolo per contemplare i fatti del mondo. Ma, non essendo più marxista, è probabile che pensi che non ce ne sia bisogno per avere una visione liberale del mondo.

 

Rilancio la domanda fatta domenica  sul Corriere della Sera da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi che mi pare non abbia avuto risposta (a parte la scomparsa dell’aumento dell’Irpef, compensata però con altri balzelli).

Per ridurre il deficit, invece di alzare le aliquote, perché non tagliare un po’ di sussidi alle imprese? La Tabella A1 della Relazione trimestrale di cassa al 30.6.2010 riporta 15,5 miliardi di trasferimenti a imprese pubbliche e private, cioè oltre 30 miliardi di euro l’anno. Sono tutti davvero necessari? Quanti premiano imprenditori più abili a muoversi nei corridoi dei ministeri che ad innovare?

Corriere della Sera


 

Wolfgang Münchau sul Financial Times spiega perché i sacrifici italiani rischiano di essere addirittura controproducenti se non si prendono le decisioni giuste in Europa. E ora come ora questo non sembra il caso.

With five days to go, the world is waiting for a big political signal. What I fear is a fudge, consisting of a multi-annual fiscal retrenchment, no eurobond, at most a temporary debt redemption instrument. The ECB will provide liquidity measures to stabilise the financial sector, and it will also provide a backstop for the bond markets. But I find it hard to see how Mr Draghi can agree an unlimited guarantee in the absence of a political union and a eurobond. A strengthened stability pact is not a fiscal union. The way the negotiations are going now, I can see a compromise, but no solution.

Financial Times


 

Molti si chiedono il perché di quello che sta succedendo ai titoli di stato italiani oggi. Il problema è che i mercati sanno che non abbiamo tutto il tempo che Berlusconi – che non si è dimesso, ma ha promesso di dimettersi dopo aver fatto una cosa praticamente impossibile senza avere una maggioranza parlamentare – pretende per farsi da parte.

In più – come ho scritto qui -  nessuno si fida ”delle prospettive di un paese il cui leader non riesce neppure a far passare il rendiconto dello stato – senza l’astensione dell’opposizione – e spera di riuscire a far digerire a un parlamento che non controlla più misure durissime per tutti gli elettori. Secondo me – e immagino qualunque persona con un minimo di razionalità – B. sta avvelenando i pozzi e distruggendo i ponti. Il mercato si regola di conseguenza.”  Che la situazione sia gravissima, ma non tragica – come argomenta Aldo Lanfranconi  su Noise From Amerika - è secondario rispetto alla dinamica delle aspettative su cui ragionano i trader.

Una soluzione? Purtroppo non la vedo perché come dice Carlo – sempre nello stesso thread su Friendfeed – “siamo incartati peggio di prima”.

paferrobyday, noiseFromAmeriKa, Friendfeed

Sep 132011
 

«Abbiamo bisogno di ridare fiducia ai mercati, che si infiammano l’un l’altro con gli articoli dei giornali e con i comportamenti delle opposizioni nei vari paesi».

Silvio Berlusconi ieri a Strasburgo dopo l’incontro con il presidente della Commissione Ue José  Manuel Barroso

Ansa

 

 

 

Il grafico (pubblicato oggi dalla voce.info) mostra l’aumento della pressione fiscale dopo l’approvazione della manovra. Ma, secondo me, alla fine il Cav. la sfangherà anche questa volta. Se non altro perché – al contrario di papà Bush («Read my lips: no new taxes») – a furia di plastiche, lifting, botulini e ceroni  vari è difficile leggere le sue sue labbra quando parla.

voce.info via Phastidio

ps. se volete incazzarvi un pochino di più, pensate alla favola che vi hanno raccontato per anni («Aumenteremo le imposte indirette solo per diminuire la pressione fiscale sui redditi ecc.») e considerate che alla manovra hanno aggiunto l’articolo 8 – visto che gli operai sono tutto sommato dei privilegiati (immagino perché non devono sottostare più al droit de grenouillage) – ma hanno tolto il settore dei taxi da quelli da liberalizzare.

 

 

Tanto per far capire il giudizio della comunità finanziaria internazionale riguardo la manovra sulla quale il governo ha appena posto la fiducia, riporto la parte finale della Lex Column di oggi

Italy must inoculate itself against the sovereign debt virus. Yet an incompetent political system has left it paralysed in the face of an abrupt re-pricing of Italian risk by increasingly nervous investors. A new bout of fiscal temporising will not solve Italy’s problem this time. The austerity package on offer is likely to worsen the Italian economy rather than accelerate growth. [...] With a credit rating downgrade looming – one reason European equities fell sharply on Monday – Italy’s risk premium may well rise further. Italy, not Spain, will decide the fate of the eurozone.

 

Financial Times

 

 

Quando anche i “giornali amici” parlano così di te - dietro il velo del “some analysts and observers say” – vuol dire che il tuo ciclo politico è proprio finito.

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s penchant for dramatic flourishes is out of sync with a slow-burning debt crisis that demands steady political leadership and a clear plan to tackle Italy’s chronically low economic growth, some analysts and observers say. In the space of two months, Mr. Berlusconi has unveiled a flurry of budget-tightening measures and countermeasures, sowing confusion among both supporters and critics.

Wall Street Journal


 

Da domani niente più sconti liberi sui libri in Italia, grazie alla legge che porta il nome di Ricardo Franco Levi. Il fatto è che io di Levi ho un altro ricordo: quando era il mio direttore all’«Indipendente» – vabbè, mica mi avevano assunto: era uno stage non retribuito – per esempio scriveva concettosi editoriali sulla svolta liberale che l’Italia non poteva più rinviare. Tanto concettosi e astrattamente nel giusto che poi il giornale andò in coma e per rianimarlo – con le  solite flebo di non dico cosa – arrivò il dottor Feltri. Ecco, vorrei capire: Ricardo, cosa ti è successo?  Ti hanno fatto la cura Ludovico con un filmatino di Jack Lang che spiega l’eccezione culturale? Oppure hai capito di essere troppo avanti e che l’Italia non ti merita?

paferrobyday