Ognuno ha diritto a uscire di scena come vuole, ma affidare il proprio testamento politico a una lettera a Storace forse è troppo anche per Berlusconi (questa è la decodifica, neppure troppo aberrante che viene fatta all’estero). La cosa divertente, però, è il livello del lascito testamentario
La «fronda» della componente finiana – si legge – è stato il «peccato originale» che ha minato «il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene».
Le «secche di una politica che non ci appartiene» è una frase bellissima. Soprattutto se pronunciata dall’inventore di Razzi e Scilipoti.
BoingBoing, Corriere della Sera