«Il mio polo è il mio polo e che nessuno lo tocchi. A partire da lì sono pronto a discutere».

Pier Luigi Bersani, in fase Gertrude Stein (“A pole is a pole is a pole”) dopo le aperture di ieri a Monti, le puntalizzazioni di quest’ultimo e le rimostranze di Vendola.

Ansa

«Sono lietissimo che la mia provocazione di candidarmi alla presidenza della Rai abbia ottenuto il risultato sperato: infatti il governo Monti è uscito dall’assedio della partitocrazia che ha danneggiato la Rai ed ha nominato le persone più qualificate tanto al posto di presidente che a quello di direttore generale».

Gustavo Selva probabilmente pensa davvero che la sola possibilità di averlo come presidente della Rai abbia svegliato Mario Monti dalla catatonia degli ultimi giorni.

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Mario Monti, Elsa Fornero e gli altri vanno immaginati come chirurghi di guerra. Operano il paziente in condizione di estrema emergenza, con gli strumenti dell’emergenza e senza anestesia. Per forza il paziente grida di dolore. Piazzare un microfono e una telecamera continuamente in faccia a quelle grida e a quel dolore può far pensare che il chirurgo sia estremamente crudele. Può ovviamente muovere le nostre sensazioni emotive. Ma è cattivo giornalismo.

Il problema vero è che qualcuno s’è pure scolato il whisky.

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