Il bagno di sangue di oggi al Washington Post non è arrivato inaspettato. Non si può dire che nessuno lo avesse visto arrivare, ma l’entità dei tagli (un terzo dell’intero personale della testata compresi i dipartimenti commerciali e circa 300 giornalisti su 800 lasciati a casa immediatamente con una email) sono peggio di qualunque aspettativa. …
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Non dite a mia madre che sono giornalista. Pensa che lavori in un bordello
“Non dite a mia madre che faccio il giornalista. Pensa che io sia il pianista di un bordello”. Questa citazione (un po’ cambiata) del titolo di una famosa autobiografia di Jacques Seguela (grandissimo pubblicitario francese) mi è venuta in mente leggendo – sul sito del Nieman Lab – un articolo sul report del News Literacy …
Premi Pulitzer e facce di bronzo
Questa sera sono stati assegnati i premi Pulitzer, il maggior riconoscimento possibile per i giornalisti (e le testate) USA. I premi sono divisi per categorie e toccano tutti i generi giornalistici, comprese le vignette, che, negli States, sono considerati editoriali, cioè opinioni e sono pubblicati, appunto, nella pagine dei commenti di opinione. Quest’anno il Pulitzer …
Cosa ha fatto il Lesotho agli Stati Uniti per avere i dazi più alti del mondo?
Qual è lo stato a cui Trump ha imposto le tariffe più alte? Non è uno dei soliti sospetti (Cina, Eu, i cattivissimi Canada e Messico e neppure gli infidi vietnamiti), ma un piccolo stato africano, il Lesotho. Ai beni che provengono dal Lesotho l’Amministrazione Trump ha imposto dazi al 50%. La ragione dietro a …
J D Vance, Peter Thiel e la libertà di parola
L’ipocrisia del discorso di JD Vance sui pericoli che corre la libertà di parola nell’Unione europea
Heil myself! (or Springtime for Elon)
Cosa avrebbe detto Mel Brooks del “saluto a cuore aperto” di Elon Musk
Los Angeles, Joan Didion, il fuoco e il Santa Ana
Gli incendi provocati dal Santa Ana sono una costante a Los Angeles
Federico Fubini, FiveThirtyEight e la trollfarm russa
Questa sera Federico Fubini ha pubblicato un interessante articolo sulle implicazioni italiane delle azioni di disinformazione dell’IRA, che non è l’Irish Republican Army, ma la famigerata trollfarm russa, Internet Research Agency. L’IRA, probabilmente, è stata coinvolta nel tentativo – non si sa quanto produttivo – di condizionare il voto USA alle presidenziale del 2016. Per questo …
