
Oggi è stato presentato a Roma il report – a cura di Christian Ruggiero – della Fondazione Paolo Murialdi (con l’Ordine dei Giornalisti, l’INPGI e l’INPS) Lo stato del giornalismo italiano che ha fornito un quadro preoccupante della professione in Italia, tra tutele decrescenti, stipendi in declino (con soglie di reddito al livello della povertà), problemi di accesso all’ordine e sfide generare dall’avvento dell’Intelligenza artificiale senza chiare regole deontologiche di utilizzo.
Ecco la sintesi degli aspetti principali del Report che ho ricavato facendo un’analisi con Notebook LM. Qui il link per una presentazione grafica del report.
La professione giornalistica attraversa una fase di trasformazione profonda, segnata dal passaggio storico della previdenza dei giornalisti dipendenti all’INPS (1° luglio 2022) e da un radicale mutamento nelle modalità di accesso e di esercizio del ruolo.
I punti chiave includono:
- Declino dei canali tradizionali: Il praticantato “classico” in redazione è in costante calo, sostituito progressivamente dalle Scuole di Giornalismo e dall’istituto del “ricongiungimento”.
- Divario generazionale e geografico: L’accesso alla professione è fortemente concentrato nel Lazio e in Lombardia. I giovani mostrano tassi di successo agli esami superiori, ma affrontano barriere economiche d’ingresso elevate (costi delle scuole).
- Crisi del ruolo sociale: La disintermediazione digitale, i social media e l’intelligenza artificiale hanno eroso la centralità del giornalista come mediatore sociale, trasformando la professione da ceto privilegiato a categoria precaria.
- Condizioni economiche critiche: Il settore è dominato da una crescente precarietà, con redditi medi annui lordi che si attestano sui 17.000 euro per i liberi professionisti e appena 11.000 euro per i collaboratori parasubordinati.
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1. Evoluzione Storica e Funzione Sociale
L’analisi di Giancarlo Tartaglia evidenzia come il ruolo del giornalista sia mutato drasticamente in ottant’anni di storia repubblicana:
- Dal Fascismo alla Democrazia: Durante il regime, i giornalisti erano uno strumento pedagogico per il consenso, godendo in cambio di tutele privilegiate (Albo, ente previdenziale proprio, contratti favorevoli). Con la Repubblica, sono diventati custodi della libertà di stampa e “termometro della democrazia”.
- La Crisi delle Tutele: Il sistema di garanzie ha iniziato a sgretolarsi negli anni ’70 con la riforma della sanità (nascita di CASAGIT come fondo integrativo) e successivamente con l’interpretazione estensiva della legge sul praticantato per sanare situazioni di abusivismo e parasubordinazione.
- L’Impatto Tecnologico e l’Intelligenza Artificiale: La rivoluzione tecnologica (dal “caldo” delle linotype al “freddo” digitale) ha prima colpito i poligrafici e ora minaccia l’essenza stessa del lavoro giornalistico. L’IA non produce informazione ma “rimastica” contenuti esistenti, mentre i social media illudono sulla possibilità di un giornalismo diffuso senza mediazione professionale.
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2. Accesso alla Professione e Formazione (2017-2023)
Il sistema di accesso all’Albo dei Giornalisti Professionisti mostra segnali di mutamento strutturale, come analizzato da Carlo Bartoli e Mauro Bomba.
Percorsi di Ingresso
I dati sulle domande di accesso evidenziano una pluralità di canali:
- Ricongiungimento (35,98%): Misura emergenziale (esaurita a fine 2022) per riconoscere il praticantato di fatto dei pubblicisti. È la modalità prevalente per gli over 30.
- Scuole di Giornalismo (23,66%): Canale sempre più centrale per i giovani (20-30 anni).
- Praticantato tradizionale (21,70%): Con dichiarazione del direttore.
- Dichiarazione Sostitutiva (18,60%): Per chi ha svolto attività giornalistica retribuita per 18 mesi senza attestazione del direttore.
Statistiche sugli Esami di Stato
| Indicatore | Dato Rilevato |
| Totale domande (2017-2023) | 4.083 (corrispondenti a 3.062 candidati unici) |
| Distribuzione di genere | 50,1% Uomini – 49,9% Donne |
| Titolo di studio | 81,8% possiede almeno una laurea triennale |
| Tasso medio di idoneità | 65% (83,3% nell’ultima sessione del 2023) |
| Tentativi medi per passare | 1,33 per candidato |
Il Ruolo delle Scuole di Giornalismo
Le scuole rappresentano un canale efficace ma potenzialmente selettivo:
- Oltre il 50% dei candidati tra i 20 e i 30 anni proviene dalle scuole.
- Il tasso di successo è più alto rispetto ai percorsi tradizionali (69,3% di idonei).
- Concentrazione territoriale: Più del 40% delle domande proviene dalle tre scuole di Milano (IULM, Tobagi, Cattolica), seguite da quelle di Roma (LUISS, LUMSA). Le scuole del Sud (Napoli, Salerno) mostrano maggiori difficoltà o hanno sospeso l’attività.
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3. Dinamiche Occupazionali e Condizioni di Lavoro
L’indagine sui neo-iscritti rivela una professione mossa dalla passione ma penalizzata da una struttura economica fragile.
Motivazioni alla Professione
La decisione di affrontare l’esame è spinta principalmente da:
- Soddisfazione/obiettivo personale (32,7%).
- Riconoscimento professionale (31,1%).
- Aumento delle possibilità di carriera (25,9% – dato che sale al 50% tra gli under 30).
- Solo il 10,3% risponde a una richiesta specifica della testata/azienda.
Condizioni Economiche
La seconda parte del report fotografa una situazione di grave instabilità reddituale, specialmente al di fuori del lavoro dipendente:
- Liberi Professionisti: Reddito medio lordo annuo di circa 17.000 euro.
- Para-subordinati (Co.co.co.): Reddito medio lordo annuo di circa 11.000 euro.
Mobilità e sbocchi
- Circa il 10% dei neo-professionisti abbandona la carriera dopo l’esame (quota che sale al 40% tra gli over 60).
- Oltre alle redazioni tradizionali, cresce l’importanza degli Uffici Stampa e della Comunicazione Digitale, settori che offrono sbocchi lavorativi più stabili.
- Roma e Milano si confermano i poli centrali per l’occupazione giornalistica grazie alla presenza di istituzioni, agenzie nazionali e grandi gruppi editoriali/televisivi.
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4. Conclusioni e Prospettive di Riforma
Il quadro delineato evidenzia l’urgenza di una revisione normativa per una legge professionale che risale al 1963.
- Proposta di Riforma dell’Accesso: L’Ordine dei Giornalisti propone l’istituzione di una classe di laurea magistrale in giornalismo che includa il praticantato e consenta l’accesso diretto all’esame di Stato. Questo mirerebbe a democratizzare l’accesso, svincolandolo dal controllo degli editori o dai costi elevati dei master privati.
- Necessità di Tutele: È fondamentale rafforzare il rapporto di fiducia con il cittadino, minato dalla “disintermediazione” dei social media. Il giornalista deve tornare a essere garante dell’autenticità dei fatti e della verifica delle fonti in un flusso informativo caotico.
- Digitalizzazione e IA: La sfida futura risiede nell’integrare le nuove tecnologie (IA) senza rinunciare ai principi deontologici di verità sostanziale e rispetto della persona, come previsto dal nuovo Codice Deontologico in vigore da giugno 2025.

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